Quell'ond'io vissi nell'età fiorita
Lieto piangendo, ardor possente e greve
Fu già per divenir gelida neve,
Tanto la virtù prima era smarrita.
Or per nuova del ciel grazia infinita
S'è pur racceso in corto spazio e breve,
Onde non men che pria veloce e leve
Son d'entrar vago a la penosa vita:
Ché tutto il pro che da quel gel mi piove
Non vale il mal de' fuochi santi e rari
Che spesso Amor da due begli occhi muove.
Dunque non sia chi gli alti lumi e chiari
M'involi, o cerchi di sviarmi altrove,
Poiché sono i miei mali e dolci e cari.