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1520–1553

XLI

Galeazzo Di Tarsia

Già corsi l'Alpi gelide e canute, Mal fida siepe a le tue rive amate, Or sento, Italia mia, l'aure odorate E l'aer pien di vita e di salute.

Quante m'ha dato Amor, lasso, ferute Membrando la fatal vostra beltate, Chiuse valli, alti poggi ed ombre grate, Da' ciechi figli tuoi mal conosciute!

O felice colui ch'in breve e colto Terren fra voi possiede e gode un rivo, Un pomo, un antro e di fortuna un volto! Ebbi i riposi e le mie paci a schivo

(O giovenil desio fallace e stolto), Or vo piangendo che di lor son privo.

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