Vide vil pastorel pietosa e leve
Scender a' prieghi suoi chi Delo onora,
Un selvaggio garzon la biond'Aurora,
Questa cinta di fior, quella di neve;
Altri, cui 'l Xanto, ma più il Tebro, deve,
La dea che il terzo giro orna e colora;
Altri, perché di gran desio non mora,
Un freddo marmo intenerirsi in breve.
Io voi quando vedrò, pregio del cielo,
Ignuda folgorar su l'erba fresca,
O sotto molle e prezioso velo?
Ahi, di misero amante van desiri!
Donna, s'esser non può, non vi rincresca
Che da quest'ermo colle io vi sospiri.