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1520–1553

X

Galeazzo Di Tarsia

Chiar'alma, che la mia sovente accogli Ov'è più corsa e del morir m'affidi, Ma più sovente la minacci e sfidi E con novo rigor da te mi sciogli;

Se non in tutto la m'involi e togli Per gran dolcezza, né per duol m'ancidi, A par vivrà ne' più famosi lidi Meco 'l bel nome tuo che questi scogli.

Ché da quel dì che da' tuoi lumi corse Un bel raggio divin pe' miei nel core, In sé romita, a vero onor si torse. Ma l'estremo di lor chi fia che tempre?

Che, s'è ver ciò che parla il mio signore, De' due l'uno convien che mi distempre.

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