Fiamma gentil ch'in cielo, in mare, in terra
E ne l'abisso eternamente giri,
Ov'è l'imperio tuo che, ovunque spiri
Le tue faville, termine non serra,
Quella di pietà ignuda, ch'aspra guerra
Fece gran tempo a gli alti miei desiri,
Per cui dogliose lagrime e sospiri
Convien che meco al fin porti sotterra,
Non degna pur mirar, non che s'inchine
Al santo tempio ed al tuo foco ardente,
Di freddo armata adamantino smalto.
In se stessa raccolta, le divine
Sue bellezze vagheggia e non consente
Ch'ardisca occhio mortal mirar tant'alto.