Tempestose sonanti e torbid'onde
Tranquille un tempo già, placide e chete
Voi fuste al viver mio simile, e sete
Simili a le mie pene ampie e profonde.
Spalmati legni, alme vezzose e liete
Ninfe ed ogni altra gioia a voi s'asconde:
A me ciò che facea care e gioconde
Queste luci e quest'ore egre inquiete.
Lasso, ei verrà ben tempo che ritorni
Altra stagion che rallegrar vi suole,
Onde diversa fia la nostra sorte:
A me serene notti o chiari giorni,
O che s'appressi o s'allontani il sole,
Non fia che 'l mio tiranno unqua m'apporte.