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1520–1553

IV

Galeazzo Di Tarsia

Da l'orto il sole e da l'occaso aperse La mia donna le luci e 'l novo giorno; Questa d'amor, quegli di raggi adorno, Ambi con chiome d'or lucide e terse.

Egli la terra, ella il mio cor asperse Di vivo lume, e folgorando intorno Egli fece a le stelle oltraggio e scorno, Ella lui d'alta invidia ricoverse.

Qual fu a vederlo! Come suol chi pave Di Giove irato il periglioso lampo, Né difesa può far, né fuggir via. Disse, ed io sol l'intesi, umile e grave:

Vostro il carro e del ciel l'altiero campo, E vostra, o Donna, la vittoria sia.

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