Da l'orto il sole e da l'occaso aperse
La mia donna le luci e 'l novo giorno;
Questa d'amor, quegli di raggi adorno,
Ambi con chiome d'or lucide e terse.
Egli la terra, ella il mio cor asperse
Di vivo lume, e folgorando intorno
Egli fece a le stelle oltraggio e scorno,
Ella lui d'alta invidia ricoverse.
Qual fu a vederlo! Come suol chi pave
Di Giove irato il periglioso lampo,
Né difesa può far, né fuggir via.
Disse, ed io sol l'intesi, umile e grave:
Vostro il carro e del ciel l'altiero campo,
E vostra, o Donna, la vittoria sia.