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1520–1553

I

Galeazzo Di Tarsia

Non perché chiaro in queste parti e 'n quelle Passi 'l mio nome a le future genti Rivolsi il corso con piè tardi e lenti A i vostri sacri poggi, alme sorelle.

Sperai, adorno sì di verdi e belle Frondi, piacere a due begli occhi ardenti, E piangendo il suo viso e i miei tormenti Sfogar il mal che vien da ferme stelle.

Ma che pro? Veggio omai che nulla valme: Sordo aspe chiamo, e 'l duol, fatto immortale, Non sostien che d'amor altri m'affidi. Vergini, e tu che a lor Febo mi guidi,

Di lode no, ma di mia vita calme: Ecco lo stile se a pietà non vale.

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