Non perché chiaro in queste parti e 'n quelle
Passi 'l mio nome a le future genti
Rivolsi il corso con piè tardi e lenti
A i vostri sacri poggi, alme sorelle.
Sperai, adorno sì di verdi e belle
Frondi, piacere a due begli occhi ardenti,
E piangendo il suo viso e i miei tormenti
Sfogar il mal che vien da ferme stelle.
Ma che pro? Veggio omai che nulla valme:
Sordo aspe chiamo, e 'l duol, fatto immortale,
Non sostien che d'amor altri m'affidi.
Vergini, e tu che a lor Febo mi guidi,
Di lode no, ma di mia vita calme:
Ecco lo stile se a pietà non vale.