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1330–1400

XLIV

Franco Sacchetti

Sia benedetto in cielo e in terra l'ora la qual per imeneo fe' venire, Amor, costei dove cominciò forma. Sia benedetto il nobil nido ancora,

che la portò dinanzi al partorire, finch'ella aparve fra l'umana torma. Sia benedetto il dì che venne in norma al mondo, ché Lucina diè favore,

quando con fasce gli si fece vesta. Sia benedetto l'onorata testa e l'acqua sparta suvi al fonte sacro e' lucenti capelli e l'alta fronte

che son venuti raggi di Fetonte. Sia benedetto il notricante latte e la nutrice là donde discese, che tanto è degna ancor di gloriarsi.

Sia benedetto il dì che furon tratte le belle braccia e l'altre membra prese del loco ov'eran strette ad adeguarsi. Sia benedetto il dì ch'asicurarsi

cominciò il piè, ch'or mostra tal figura che par che mova Amor dolce ed umìle. Sia benedetto il dì che 'l vago stile mosse la lingua a dirizzar suo corso,

la qual dimostra or sì piacevol canto, che 'l suon d'Orfeo non ebbe vertù tanto. Sia benedetto adunque questa etate d'infanzia, che fu pargoletta e nova,

che 'primi teneri anni avea raccolto. Sia benedetto ogni circuitate di tutte le pianete e di lor prova, che infin qui condussor sì bel volto.

Sia benedetto il tempo che disciolto dirieto a questa età venne più vago, mostrando già quel che venir dovea. Sia benedetto l'amorosa dèa,

ch'a tal biltà crescendo forza dava, per far noto agli amanti or che la preda di Parìs non fu tal, figlia di Leda. Sia benedetto l'ora che salio

vie più che l'altre d'ogni valor degna, incominciando la donesca fama. Sia benedetto il colpo che ferio il cor che questa canzonetta segna,

mostrando qui l'amor che dentro brama. Sia benedetto quel signor che chiama tra l'altre donne tanto chiara luce, per mostrar suo splendor a chi ben mira.

Sia benedetto qualunque sospira per tanto ben, se servo a lui si sente, ché vantar Ansalon se ne poria, col bel Narcisso, aver suo signoria.

Sia benedetto quella terra donde l'alta sua nazion gentil si mosse, che sovra ogn'altra ha per costei valore. Sia benedetto il fiume e le chiar'onde

dove la petra a riva commosse di valor in valor materno amore. Sia benedetto l'aureo colore, le lune dentro nella rossa fiamma,

che con prossima fede si legaro. Sia benedetto il cielo e l'aere chiaro, diviso in liste, e 'l cerchio d'or traverso, ché fra lor regna donna, qui tant'alta,

che 'nfino al cielo impirio gli esalta. Sia benedetto, mia canzon, quel anno, mese, semana, dì, ora e punto ch'a questa donna conterai tuo' versi,

ne' qual, io spero, s'tu arai ben detto, forse tuo dir da lei fia benedetto.

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