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1330–1400

X

Franco Sacchetti

Deh, quant'io ebbi tua persona a degno, o frate Zeba romitano in vesta, quando menavi così gran tempesta con l'aspro tuo parlar di nuovo ingegno,

a piè del loco dove fa ritegno quella che 'l mie cor tien in sua podèsta, faccendomi veder sua bionda testa fuor del balcon, che di luce avea segno!

Per ascoltare i tuo' nuovi sermoni di cave, di sotterra e di marmotti, del veder lei riebbi i vaghi doni: quando gridavi coccodrilli e botti,

scovrì gli orecchi per udir tuo' soni, con risi più che mai d'amor condotti.

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