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1330–1400

ORATIO AD MATREM.

Franco Sacchetti

E come tu, o Madre, soccoresti noi tutti, quando Iesù concepesti, e come dimostrasti ch'era nato di carne pura il Creator creato,

e come fosti vero fondamento di fede, il cui nome era già spento così il nostro vizio in virtute rimuover fa, sì che abbiam salute;

si che per la tua grazia ogni cristiano alla fede divegna umile e piano, sempre vivendo in pace ed in amore come comanda il nostro Salvatore,

pensando ognora il brieve e picciol tempo che qui stiamo, e quanto è l'altro tempo ch'è sanza fine con tormento e pena, e un sol mal là ci conduce e mena.

Adunque, o Madre, o Vergine beata, poi che gli è mossa al mondo tal brigata, fa ch'alla vesta séguiti l'effetto, tirando ognuno al tuo Figliuol diletto.

Il mondo, ch'era perso, soccoresti: così, pia Madre, fa ch'ognun si desti. Dov'era guerra fosti ferma pace, di mercé vena e speranza verace;

d'ogni fedel che erra tu se' guida e vaso santo ove la fe' si fida; tu se' fra l'altre degna e gloriosa, tu fonte donde vien grazia gioiosa,

contra 'l nimico scudo, quando gitta, e valorosa e pungente sagitta; tu gladio contro a l'antico serpente, tu porta di salute a tutta gente;

scuola se' di virtù, a nostra vita ferma e valorosa calamita, tu chiaro lume, tu stella perfetta, via del Paradiso e chiave detta;

di periglioso fiume tu se' ponte, tu medicina a chi vien di sua sponte, benigna, graziosa e soave, contra ogni fortuna nostra nave.

Tra Dio e 'l mondo fosti nostro medio, per noi combatti, quando abbiamo assedio; a chi ricorre a te se' sommo bene e scala per la quale al ciel si vène;

tu degno templo e tabernacol santo, tu specchio risplendente in ogni canto; tu vera e pura se', e fermo segno, tu salvamento d'ognuno e ritegno.

Di Dio tu se' vera abitazione; in te iustizia, castità e ragione, e d'ogni bene titol ed essemplo, inocente figura e santo templo.

A nostre pene tu se' il conforto, e avocata che guidi a buon porto; venia se' al peccator robusto, e graziosa a l'uom ch'è pio e giusto,

del pelago sicuro lito e forte, gloriosa sopra l'angelica sorte; chiarezza e lume se' d'ogni ben nostro, via d'andare e guida a vero chiostro.

Tu fosti e se' in cielo somma allegrezza, del sole e luna e di stelle chiarezza. A colui, che si dole del suo peccato, da tua misericordia è rilevato;

tra 'l creatore e la creatura tu fosti pace e vita sicura; nello divino amore per te siamo, salendo in cielo, pur che noi vogliamo;

per te fuggiamo il dolor etterno e chi volesse guidarci a lo 'nferno. Però, Regina pia, santa e degna, come appare ch'ogni ben da te vegna,

così credo che tal commozione da te sia mossa, con tante persone, che muovan a pietà il tuo figliuolo, anzi ch'a nostre colpe doni duolo.

La grazia tua in noi cresca e radoppi, anzi che 'l fine nel mondo c'intoppi, levandoci ogni affare che più ci danna e che nel secol la più parte inganna.

Pregando Iesù Cristo e te, Maria, ch'a' Bianchi e gli altri don di grazia dia, come la vesta è pura e giusto è 'l detto, così ne segua ogni santo effetto;

e come in guerre e fatiche ed affanni è stato 'l mondo tanto tempo ed anni, così nel quattrocento si riposi con tutti i beni e palesi e nascosi,

riconoscendo ognuno l'etterno Padre, sempre orando a la pietosa Madre; e come l'orazione nel fine storia, tutti habeamus paradisi gloria.

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