O perfida, crudel, dannosa invidia,
d'ogn'alma struggimento sanza termine,
come nel mondo tu se' mortal vermine!
Per te ciascun condanna e fa nuovo ordine,
d'ogn'opera perversa tu se' tonica,
disfai la legge e la ragion canonica.
Or pensi e guardi chi di te fa specolo,
che qui non vive, né in altro secolo.