Jacopo mio, un cavalier è stato
in queste parti, e fa suo testamento,
venendo a morte, e lascia, com'io sento,
che di sue case un tempio sia creato.
Morto costui, un dottor n'è menato,
il qual di legge ha tanto sentimento,
che non gli par già mai esser contento,
se' temporili non si truova a lato:
per l'anima di quel che morto giace,
come 'l dicesse il codico e 'l digesto,
quanto più puote in tal maniera face.
Uscendo l'uno, e l'altro intrando presto,
picchiando porte, non posso aver pace,
né dormir si ch'io non divegna desto;
e quando legge il testo,
asino par, o pecora che beli.
I' so che tu 'l conosci pur a' peli.