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1330–1400

IX

Franco Sacchetti

O traditor Eòl, de' venti dio, perché nimichi la Venere dèa, dando a me sottoposto vita rea col soffiar tuo malinconoso e rio?

Il qual fa vela a coprir quel ricrio che braman gli occhi, e che nel cor si crea di me, che servo a tal, che par che déa don di vertù, col suo veder, al mio.

Tu se' sì alto, che temer non puoi, ed io non posso contro a forza tua: però mi doglio de' ma' vizii tuoi! Se io potesse diventar agrua,

o altro uccel ch'avesse penne a' cuoi, volando verso il nido che t'indua, mi metterei con forza e con ingegno a morte, per cacciarti del tuo regno.

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IX · Franco Sacchetti · Poetry Cove