O quanto è somma la biltà che regna in quella che, pensando, per lei moro amando, sanza aver pace, il dì più e più volte!
Coste' ben ha di gentilezze insegna, leggiadria menando, in ogni loco stando con tutte parti d'onestà racolte.
Il viso e l'aureate chiome sciolte mi mostran tanta luce agli occhi mei, ch'ognor, veggendo lei, ringrazio e lodo la divin esenza,
che sì bel frutto diede a te, Fiorenza: però che in te dimora la colonna di luce adorna e chiara; sì che per questo cara
terra, fra l'altre, se', che 'l mondo chiuda, per la gentile e valorosa donna, dove ogni ben s'apara, per che la vita amara
non sente chi per amor di lei suda. Nulla matera in questa nasce cruda, ma d'agnol ha sembianza, e porta vanto col suo soave canto,
il qual, quand'entra ne' bramosi orecchi, mi dona amor con più lucenti specchi. Ha 'n sé costei più senno e più vertute che Iulia non avea,
quando di Iulio crescea donna e figliuola, e di Pompeo moglie; ed è in valor più degna di salute che quella, contro Enea
per Turno combattea, ben ch'ella avesse po' di morte doglie; e quella che portò l'oneste voglie, Lucrezia, ancora non fu pari a questa
in ogni membro e vesta, avendo castità più che d'Ulisse non ebbe Penelopè mentre che visse. I' porto openion che e' non nacque
cotal figlia di Leda; né di Forco niun creda nascesse Medus con più bionde trecce; e so ben veramente che e' piacque
a Venus far sua reda costei, sì che conceda agli affannati di suo arco frecce. Non val ingegno, arte né fortezze,
quand'ella vuol, né truova cosa dura; non mi val armadura, né vo' che vaglia, né credo ch'avesse Ercole possa che si difendesse.
Canzon, deh, vanne per ritto camino a questa donna, e sforza sì tuo ingegno, ch'ella ti tenga pegno, tanto ch'alquanto in te sua mente pogna;
po' umilmente dì che ti ripogna.
Cookies on Poetry Cove