Mai non serò contento immaginando
il tempo e 'l loco e dov'io fui e quando.
Amata lungo tempo giovinetta,
ed ella me dimostrando d'amare,
in un boschetto riscontrai soletta,
presa da' pruni; e non potea passare
inanzi, né adrieto ancor tornare,
sì d'ogni parte la venien pigliando.
Come la vide me, così partita
fu dalle spine, e con lamento pio
diceva: - Oimè lassa, i' son smarrita
tra queste fronde, ch'altro non veggio io.
Alor, pietoso contro al voler mio,
le dimostrai sua via rinsegnando.
Così quel giorno foss'io anzi morto
ch'esser, com'era, d'uno accompagnato,
però che sol per questo mi fu corto
il mio pensier, che tanto avea bramato;
sì che, per esser tre, venne fallato
il dolce don ch'io disiava amando.
Io dico spesso: - Omai voglio andar solo -.
Ma quando penso che tal caso mai
non credo ritrovar, cresce il mio dòlo;
ed alcun'ora andando ov'io lasciai,
veggendo solo ove sola trovai,
ma' non serò contento immaginando.