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1330–1400

CXXXIV

Franco Sacchetti

Mai non serò contento immaginando il tempo e 'l loco e dov'io fui e quando. Amata lungo tempo giovinetta, ed ella me dimostrando d'amare,

in un boschetto riscontrai soletta, presa da' pruni; e non potea passare inanzi, né adrieto ancor tornare, sì d'ogni parte la venien pigliando.

Come la vide me, così partita fu dalle spine, e con lamento pio diceva: - Oimè lassa, i' son smarrita tra queste fronde, ch'altro non veggio io.

Alor, pietoso contro al voler mio, le dimostrai sua via rinsegnando. Così quel giorno foss'io anzi morto ch'esser, com'era, d'uno accompagnato,

però che sol per questo mi fu corto il mio pensier, che tanto avea bramato; sì che, per esser tre, venne fallato il dolce don ch'io disiava amando.

Io dico spesso: - Omai voglio andar solo -. Ma quando penso che tal caso mai non credo ritrovar, cresce il mio dòlo; ed alcun'ora andando ov'io lasciai,

veggendo solo ove sola trovai, ma' non serò contento immaginando.

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