Lasso, che 'l tempo, l'ore e le campane,
ch'ognor col suon mi danno nella mente,
mi fanno rimembrar quanto sovente
a morte vanno le potenze umane!
E penso, lasso, sera, notte e mane,
come si fugge ogni tempo presente,
e veggio che per certo egli è niente
ciò che disian nostre menti vane.
Corre per forza, come pinto strale,
dal nascer, questa vita, a dar nel segno
di quella, che nesun contro a le' vale.
Dunque, che fa nostro misero ingegno?
Vanitas vanitatum monta e sale;
sommersa è l'alma, e 'l corpo è fatto degno.