A' tre sonetti tuo' rispondo, e vegno
nel primo ringraziando l'aprensiva
della tua mente alta e 'ntellettiva,
ch'alla mia porge d'amistà sostegno.
Al secondo pensando, un forse tegno,
che la forza d'amor in te sensiva
non fosse giunta, alor quando s'udiva
cantar le donne e ballar sanza sdegno.
Se questo è, tosto 'l diran le carte;
quanto che no, quel che tua mente piglia,
piglio, di loro lasciando giudicarte.
Nel terzo tutto ver vi s'asomiglia,
perché colei m'insegna in ogni parte,
che d'ogni gentil cor è madre e figlia.