Io ho sì pieno il capo di pareti,
di brache e stacci e di santercolani,
di peli e barbe e di montepulciani
e di telai, di menale e di reti,
che volentier i' me n'andrei in Creti,
ancor più là, in terra di pagani,
per fuggir i noiosi canti e vani
di que' che mai non van per via cheti.
Così possa tornar il crudo Erode,
ma sian da quattro insino a dodici anni,
e non gli uccida se prima non gli ode.
Certo, se fosse, non fu a tanti danni
per gl'innocenti messo, quanto in lode
risonerebbe ne' celesti scanni.
Perché dispiaccion a ciascun che vive,
advegna lor ciò che 'l sonetto scrive.