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1330–1400

CLXXII

Franco Sacchetti

Perché virtù fa l'uom costante e forte, a virtù corra chi vuol fuggir morte. Che val fuggir quel che sempre s'apressa e che ci guida ognora a mortal fine?

Corre la nostra vita, e mai non cessa infin che giugne a l'ultimo confine; chi più combatte contro a tal ruine, più tosto è vinto e più s'appressa a morte.

Che val terra cercare o aer sano, e 'n quello viver con l'alma corotta? O pensier cieco, ignorante e vano! Tant'è tua mente da' vizii condotta,

che l'alma immortal conquidi ogn'otta, e 'l mortal corpo vuo' campar da morte. Che val più tardi che più tosto andare dove infinito è il tempo e·loco?

Quanti son folli, che pur credon stare e trovansi inganati da tal gioco, usando assai del male, e del ben poco, tanto che vien la non saputa morte!

Che val, mia canzonetta, che tu canti di quel che ciaschedun pianger dovria? Vattene pur, e dillo a tutti quanti, ch'alcun non fu già mai né è né fia,

che passar non convegna quella via che ciascun fugge e che ci guida a morte.

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