Poi che nel primo frutto fu sì vano
nostro intelletto, che ci guida a porto,
dove 'l camino a ciascheduno è corto,
ch'è, sotto il ciel, volubile e tostano,
nostro lamento d'altrui morte è vano,
pensando che natura in ciò n'ha scorto
il savio, il matto, il bello e 'l dritto e 'l torto,
essendo loco per noi più sovrano.
Nessun fu immortal che mai nascesse,
cercando di scritture ogni volume:
dunque riparo non ha tuo dolore.
E s'egli è ciò, qual è che ritenesse
le corsive onde in questo amaro fiume,
dove non val ingegno né valore?
Però lei pensa ed ama al ciel beato,
che l'ha levata di mortale stato.