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1330–1400

CLXVI

Franco Sacchetti

Poi che nel primo frutto fu sì vano nostro intelletto, che ci guida a porto, dove 'l camino a ciascheduno è corto, ch'è, sotto il ciel, volubile e tostano,

nostro lamento d'altrui morte è vano, pensando che natura in ciò n'ha scorto il savio, il matto, il bello e 'l dritto e 'l torto, essendo loco per noi più sovrano.

Nessun fu immortal che mai nascesse, cercando di scritture ogni volume: dunque riparo non ha tuo dolore. E s'egli è ciò, qual è che ritenesse

le corsive onde in questo amaro fiume, dove non val ingegno né valore? Però lei pensa ed ama al ciel beato, che l'ha levata di mortale stato.

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