I' son Fiorenza, in cui morte s'accese
anno sessantatre mille trecento,
perdendo que' che mi togliean tormento
e ch'eran presti a far le mie difese.
Lasso, e fra gli altri fu che più m'offese
questa nel cavalier pien d'ardimento,
altèro capitan sanza pavento,
accorto, saggio e pro', Pier da Farnese,
de' mie' nimici franco domatore,
di guerra mastro valoroso e pronto,
già mai non vinto e sempre vincitore.
Nel maggior tempio mio egli è defonto.
Asempro pigli in lui chi cerca onore,
perché con fama sempre fia raconto.