Messer Antonio mio, quanto più penso
al viver de' mortali, più mi pare
che più fatica molti si san dare,
ch'a lor non viene per fortunato offenso.
Chi combatte tra l'uno e l'altro senso,
e chi vuol volontà sua donna fare;
chi vuol che 'l mondo stia come gli pare,
e chi vuol che 'l ciel volga a suo compenso.
Quanta fatica e quanto grieve affanno
s'han dato molti, e che diverso bello
di lingue fatto s'è per ogni scanno:
chi per li gigli c'han sopra il rastrello,
e chi per quegli che sanz'esso stanno!
Ora che n'è di sì aspro duello?