A che si fiderà nessuno umano,
veggendo sei signor saggi ed altèri,
o conte Carlo, che in qua da ieri
partiti son da questo mondo vano:
duca d'Angiò, e 'l signor di Melano,
e 'l conte di Savoia, e' cavalieri
Galeotto e Ridolfo, buon guerrieri,
e 'l re Carlo, quand'era più sovrano?
Voi, che prudente sempre sete visso,
tenendo il corpo a l'anima servile,
non vi specchiate, come fe' Narcisso;
grato, in signoria giusto ed umìle,
cercando il cielo e fuggendo l'abisso,
considerate il mondo falso e vile.