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1330–1400

CCXLVII

Franco Sacchetti

Stava Madre dolorosa a la croce lagrimosa, dov'era il suo Filio; la cui anima piangente,

abattuta e dolente trapassò il gladio. O quanto trista e aflitta fue quella beneditta

Madre de l'Unigenito, che piangeva e doleva e tremava, ché vedeva le pene al Figliuol inclito!

Qual è l'uomo che non piagnesse, se questa Madre vedesse nel tormento asprissimo? Chi non si può contristare,

pia Madre, contemplare il tuo dolore grandissimo? Pe' peccati di sue genti Iesù vide ne' tormenti

e ne' flagelli suddito. Vide il suo dolce nato moriente desolato, quando amise il spirito.

E però, fonte d'amore, fa ch'io senta il tuo dolore, fammi teco piagnere; fa ch'egli arda il cor mio

in amare Cristo Dio e 'l suo compiacer cogliere. Santa Madre, fammi questo: le sue piaghe io abbia presto

al core sì ch'elle vagliano; del tuo nato traforato, al morire per me degnato, le pene in me compartano.

Fammi sempre piagner teco, al Crocifisso doler meco, mentre ch'io viverò; a la croce teco stare,

volentieri acompagnare pianto con desiderio. Virgo de le vergini preclara, a me non esser avara,

fammi teco piagnere. Fa ch'io porti in Cristo morte della sua passion la sorte e le piaghe raccogliere;

da le piaghe essere piagato, da la croce inebriato, ne l'amore del Filio infiamato ed acceso.

Per te, Madre, io sia diffeso nel dì del iudicio. Fa che la croce mi guardi e la passion raguardi

a ciò ch'io trovi grazia. Quando il corpo serà morto, fa che l'anima abbia porto di Paradiso e gloria.

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