O peregrina muta, cieca e sorda,
ch'alberghi in fummo e cibiti di vento,
fallace spirto e contraro argomento
a que' disiri che 'l mondo più concorda,
tu credi che il Ciel sempre ti morda;
fissa a la terra stai sanza pavento,
misera, e vedi che per ora cento
ne spegne quella che è così ingorda.
Cerchi volare in aere senza penne
e su pel mar notare, piombato imbusto,
e starti in foco, freddo, secco legno;
sotterra cerchi le stellate antenne.
Così sanza ragione un debil frusto
saetta, e non guarda mai al segno.