Abate mio, tempo mi par che sia
che chi non vuol bonaccia abbia tempesta,
e chi vuol delle frutte abbia la cesta,
ch'io non men curo per la parte mia.
Chi si fa lupo, nella selva stia
e tra le pecorelle non si vesta,
ed a cu' il capo duol, leghi la testa,
ché per conforto un "ben gli sta" gli fia.
Io mi grattai, ed io me n'ho la pena;
ma s'io guarisco, quel tuo monacello
piacciati riveggiamo in una cena,
che è colà su nostro signor novello.
Gli altri pensier vadan per una vena,
ché non ci ha meglio che empiersi il budello.