Non mosse Iove Imeneo già mai
far tra' signor latini si degna festa
che quella di Manfredi e Malatesta,
là dove Pallas sempre accese i rai.
Nobil semenza, Lucina, farai
d'inclita stirpe e valorosa gesta,
dando speranza al mondo, ch'or molesta,
che nasceranno virtuosi e gai:
li quali, di due schiatte sì altere,
come gli anticessori fian prodi e saggi,
riformando, per vizio ove si pere:
nimici fian de' superbi oltraggi,
usando signorie diritte e vere,
che tiran con amore gli altrui coraggi.
Ad Astore, a Madonna, a Gian Galeaz,
caro Severo mio, mi racomanda
e dì che pro' lor faccia tal vivanda.