Veggio Ansalone esser chiamato brutto,
veggio Minerva che si vuol far Marte,
e veggio cancellar divine carte,
ridendo forte chi dovria far lutto.
Non può già mai avere buon construtto
chi da ragione per volontà si parte,
perché la nave che perde le sarte,
mal si governa in tempestoso flutto.
Non fa mai l'arma di qual vuol colore
l'uomo, corrente, che volentier siè,
ma la virtù con giusta intenzione.
Le nostre parti stanno nel valore
della pecunia, e per questa ognun fiè,
curando poco il giusto gonfalone.