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1330–1400

CCLXXXII

Franco Sacchetti

Non perch'io creda avere soperchi omori né perch'io aggia paura di morte vi mandai l'acqua mia, ma perché scòrte vi fosson le cagioni de' miei langori.

Se medicina contro agli essattori aveste, o argomento alcun sì forte che a le prestanze serasse le porte, di gran malinconia serei fuori:

la qual con molta rogna m'ha assalito con tutta la famiglia, e tale andazzo intrato è per la terra in ogni sito. Con l'unghie gratto e stregghio come pazzo

che non si sente, e questo è quel partito che dà a le pene un poco di solazzo. Perché·lla va di guazzo, vi priego che vegnate domattina

a ordinare la vostra medicina.

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CCLXXXII · Franco Sacchetti · Poetry Cove