Amico mio, tu non metti intervallo
di germogliare in me tua confidenza,
donando lode di tanta aparenza,
ch'amor t'inganna, chiaro come cristallo;
ma se se ne pagasse il soprastallo,
dubiterei, e non sanza temenza,
che la moneta di poca valenza
non abbia corso nel terreno stallo.
Impaccio mai non dissi, ma ispaccio
de' miei afanni è il versificare;
e sempre il seguo con lo cor festino,
fuggendo l'ozio; e ancor non mi taccio
che 'l dir, per donna, s'abbia a inclinare
di venir muto, ma sempre più fino.