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1330–1400

CCLXV

Franco Sacchetti

Amico mio, tu non metti intervallo di germogliare in me tua confidenza, donando lode di tanta aparenza, ch'amor t'inganna, chiaro come cristallo;

ma se se ne pagasse il soprastallo, dubiterei, e non sanza temenza, che la moneta di poca valenza non abbia corso nel terreno stallo.

Impaccio mai non dissi, ma ispaccio de' miei afanni è il versificare; e sempre il seguo con lo cor festino, fuggendo l'ozio; e ancor non mi taccio

che 'l dir, per donna, s'abbia a inclinare di venir muto, ma sempre più fino.

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