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1330–1400

CCLVIII

Franco Sacchetti

Com'io son servo, e Franco nome tegno, così di fama il volgare è diverso, né più né men come dal bianco al perso: e questo è 'l navicare di questo legno.

E ben che Venus col vago dissegno mi fesse pronto già ad ogni verso, oggi le tempie cane e 'l mondo adverso m'han fatto della penna esser indegno.

E per non fare de l'alma donna, ancella, pensando spesse volte al mortal guado dov'io son presso, e non sanza temenza, contemplo al ciel, nel qual non si rapella,

e con le rime mi truovo di rado, ché 'l perder tempo ha doppia penitenza.

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