Com'io son servo, e Franco nome tegno,
così di fama il volgare è diverso,
né più né men come dal bianco al perso:
e questo è 'l navicare di questo legno.
E ben che Venus col vago dissegno
mi fesse pronto già ad ogni verso,
oggi le tempie cane e 'l mondo adverso
m'han fatto della penna esser indegno.
E per non fare de l'alma donna, ancella,
pensando spesse volte al mortal guado
dov'io son presso, e non sanza temenza,
contemplo al ciel, nel qual non si rapella,
e con le rime mi truovo di rado,
ché 'l perder tempo ha doppia penitenza.