Quando m'è detto, o nobil Gambacorta,
che voi abbiate febbre o altro morbo,
ne' mie' pensieri divento tutto torbo,
e dico: - Or fia ciascuna virtù morta! -:
perché veduto ho la vita corta
ne' signor degni, e quanto il mondo è orbo
rimaso di falconi, e come il corbo
in ogni parte segue la via tòrta.
Penso a Carlo, a Filippo e Adoardo,
a Uberto e al vostro Cipriano,
e nel pensiero io mi consumo ed ardo.
Azzo da Esti e Luchin da Melano,
Mastino e gli altri torneranno tardo,
perché 'l lor seme è già d'ogni ben vano.