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1330–1400

CCII

Franco Sacchetti

Morendo il re Pipin nel gran guadagno, principiator de' suoi con real chioma, suo figlio successor fu, Carlo Magno: fu re di Francia e imperador di Roma,

con le virtù che la scrittura spone, dove niun re suo par quasi si noma. Luisi succedette a due corone, regnando anni vensei con tali avisi

che gloria n'ebbe da molte persone. Lasciò figli Lottier, Carlo e Luisi: Lottieri imperò con l'arti sue; e Carlo il Calvo, che secondo misi,

regnò ventiquattr'anni in Francia o piùe. L'altro fratel Luìs, Lottieri morto, re della Magna e di Baviera fue, e là rimase chi di lui è orto.

Po' fu di Carlo Calvo successivo Luìs il Balbo, che regnò più corto: in capo di due anni ne fu privo; e già costui lo 'mperio non ebbe,

ma di Lottier secondo figlio attivo Luìs, imperadore alquanto crebbe; e morto lui, al suo zio Carlo Calvo lo 'mperio venne, ma tosto gl'increbbe,

perché la vita poco fe' lui salvo: finì il quinto imperador francesco. Ed or ritorno a Luisi il Balvo, che, morto lui, la sua donna incinta

rimase, e Carlo Semplice poi nacque. Ma Luìs Balbo a la mortal sospinta lasciò due figli, e l nome non si tacque: Luìs e Carlo Magno, ed anni cinque

regnoron; poi anciso ciascun giacque. Dopo le morti di costor propinque, fu dato il reame a Carlo Grosso, figlio di Carlo Calvo, e non relinque

lo scritto, ben che qui fosse rimosso, che fu imperadore ultimo e sesto del ceppo di Pipin disceso e mosso. Imperadore essendo, regnò questo

cinqu' anni in Francia, assai uom santo e giusto, ma nella fine fu disposto presto, perché infermo di mente e d'imbusto divenne, e 'llesson Ugo d'Angier, conte,

per loro re, e con benigno frusto resse anni nove, e sempre con sua sponte Carlo Grosso nudrì fin che poteo. Ma da' Franceschi accolse maggior'onte,

ché, essendo in Guascogna, alor si feo per loro Carlo Semplice re degno, il qual sopra contai nello dir meo. Sappiendo Ugo sì diverso segno,

passò in Francia, e per cinqu'anni guerra fece con Carlo e con tutto il regno. Alla fine morìo, ed una serra de' baroni di Francia fecion re

Ruberto, fratel d'Ugo, e 'n su la terra francesca contro a Carlo guerra fe', ma a la fine fu morto e sconfitto. Poi Carlo vide impregionato sé,

però che un conte di legnaggio dritto d'Ugo d'Angier, Ruberto in nome detto, per vendicare i suoi di tal dilitto, prese il re Carlo e con crudele effetto,

tanto che in prigion morì, il tenne: regnò anni vensette, e giovinetto lasciò Luìs, cui la madre sostenne, figlia del re d'Inghilterra, e crescea

nella sua patria, infin ch'altro divenne. Veggendo Francia che re non avea, ellesse re Ridolfo di Borgogna: regnò due anni, e poi re nuovo crea,

tornando alla via vecchia, che s'agogna, lo giovene Luìs, se 'l ver discerno, ch'ebbe la figlia d'Otto di Sansogna per sposa e ch'era a l'ospizio materno.

Costui nella città di Leon preso da Ugo fu per l'odio paterno. Sappiendo Otto che così offeso era Luisi, con gran forza trasse

ad assediar Leon, dov'era atteso; e preso quello, anzi che ritornasse, di prigion trasse il suo nuovo parente, dell'anno che appar che Dio incarnasse

novecentosettantaquattro essente. Regnò questo Luìs anni vensette; lasciò due figli drieto al suo vivente, Lottieri e Carlo il Grande. E qui istette

re di Francia Lottieri anni ventuno, che vinse li Fiaminghi, e non ristette che prese il Reno, ch'era di ciascuno il qual del mondo sedesse monarca.

Morto costu', regnò poi anni uno Luìs suo figlio, e sanza avere incarca d'alcuno erede, re ultimo e solo de la sua stirpe venne in mortal arca.

Così vien meno ciò ch'è disotto al polo, come divenne men cotal lignaggio, che tanti re in alto levò a volo: provato ha questo ciaschedun lignaggio,

e tutto dì si ferma in questi sassi chi rovinando viene in suo dannaggio. Rimanendo la Francia in questi passi e non avendo re al suo covile,

Ugo Ciappetta pe' baron re fassi; per alcun scritto fu di nazion vile, ma d'Orliense appar che fosse duca, e ' suoi anticessor di questo stile.

Come che fosse, il vero sempre luca, che anni novantotto e novecento di Cristo re uscì di nuova buca. Avean regnato vensei con dugento

anni que' di Pipino in questo tempo, quando di nuovo re si vide avento. Era rimaso un solo assai per tempo, Carlo il Grande, ancor di quella gesta,

fratello di Lottieri in minor tempo. Menò costui di guerra gran tempesta contra Ugo Ciapetta, ma infine fu preso e morto; onde, essendo questa

progenie strutta, Ugo in tal confine regnò con pace, ed ancor oggi sono suo' discendenti qui re e reine, come seguendo conterà lor suono.

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