Come per certi auttor spesso leggiamo, dopo la struzzion della gran Troia, Priàm, figliuol di suora di Priàmo, con Antenor, fuggendo la lor noia,
e con alquanta compagnia egregia, venon in Talia per far nuova gioia, e lì fondoron Padova e Vinegia, nascendo poi di Priàmo un figlio,
Priàmo il terzo, e questo nome il fregia. Costui con valore e con consiglio con gente di Vinegia assai partio e 'n Ungheria andò a ficar l'artiglio,
e in Siccambra, dove divenio per forza e per virtù re e signore, e cossì resse infin che e' morio. Poi Marcomene, figlio e successore,
fece conquisto tra 'l Danubio e 'l Reno, dove fu re della Magna e maggiore, togliendo a' Romani tal tereno; anni trenta regnò mentre che visse.
Morto costui, il suo figlio sereno fu Ferramonte, che tutto si misse a voler conquistar di Francia il regno, dove, quel vinto, anzi che si partisse,
anni quaranta regnò; e 'l primo segno de' Franceschi reale in lui si feo, morendo uomo valloroso e degno. Di costui nacque e regnò Clodoveo
anni diciotto, e Cambragio prese; e genito di lui fu Meroveo, che avanzando al suo reame attese, re d'alto core e di benigno stato,
regnando anni dieci in quel paese. Elderigo da questo poi fu nato, uom di lussuria e di cattiva vita, tal che da' suoi baroni fu cacciato.
Così otto anni stette in tal partita, tanto che da' Franceschi sua persona fu richiamata; e dopo la finita Clovìs rimase, ch'acquistò Sassona,
Cologna ed Allamagna ed Orliense, possente più che niun di sua corona, il primo re cristiano, con tal dispense, che negli anni di Cristo cinquecento
si battezzò, per far miglior diffense, da San Remigio, e con buon talento regnò trent'anni; e 'l figlio Lottier, sperto, anni quarantadue fu re attento.
Dopo costui, resse Godoberto, uomo di santa vita e di devota, quattordici anni, e questo si fa certo, che, per aver la mente più remota,
fece di San Dionisio chiesa in Francia, che ne' moderni tempi ne fa nota. Non fu il suo erede in tal bilancia, Clovìs, il qual regnò diciassette anni,
e niun bene uscì della sua pancia: discese quasi il reame più scanni che all'altro Clovìs montato non era: così una lana fa diversi panni.
Ebbe costui tre figli di sua schera, Lottieri, Tederigo ed Alderigo. Lottier regnò tre anni in poca spera; seguì il fratel a lui, re, Tederigo,
regnando uno anno, e poi fu disposto, misero, tristo e di cor mendigo, onde si fece alor monaco tosto; ed Elderigo, il terzo fratello,
fu fatto re a' suoi non sanza costo. Reggendo dodici anni, non con quello modo che s'apartien né con latino, Ertaire si fe' balio novello.
Veggendo questo, un gran signor Pipino, ch'era francesco e figliuol d'Ancherse, per divenir signore e balio fino, con questi combatteo, dove disperse
per morte il balio, ed Elderigo tenne tanto in prigione che morte a lui apperse. Clovìs, di costui nato, re divenne sotto il governo di Pipin sovrano,
che balio della Francia si mantenne: regnò quattro anni, e poi a mano a mano Ideberto, a lui fratel secondo, anni diciotto resse cheto e piano.
Dopo costui, terzo fratel immondo, Dangoberto regnò quattro anni interi, e di lui poca fama venne al mondo. L'ultimo e 'l quarto fratel fu Lottieri,
re come gli altri, due anni reggendo; e Pipin del governo usò (i) mestieri: infino a qui nel regno, provedendo, sempre fu balio, essendo a lui amiche
quelle virtù ch'addornan l'uom vivendo. Succedette a Lottieri Cilperiche, regnando anni cinque; e generale balio fu quel, di cui le storie antiche,
Carlo Martello, scrivon che fu tale, che sempre ebbe valor e potenza; e venturoso com'altro mortale, Lamagna conquistò con sua valenza,
Soavia, Baviera e Lotteringa e Frigia, a la real magnifficenza. Di Cilperiche par che 'l scritto pinga nascesse Tederigo, e questi resse
ben quindici anni con l'usata cinga; po' mostra che Ilderigo il regno avesse, nato di lui, nove anni, e 'l titol tenne; ma Carlo appare che quel regno tenesse.
Come il gran maestro a morte venne, Pipin secondo governò il reame e vie maggior che 'l padre si mantenne: ché Ilderigo, fuor d'ogni legame
di bene, di valore e di virtute, ultimo fiore delle sue gran rame, per questo, e per cose ricevute ch'avea papa Stefano da Carlo
e da Pipino, e per dar lor salute, con volontà del papa rivocarlo del regno; ed egli monaco si fece, sanza erede o figlio seguitarlo.
Disposto Ilderigo per tal vece, mancando di Priàmo il suo lignaggio, il papa co' baroni, a cui più lece, feciono re Pipino, e per vantaggio
da papa Stefan fu fatto decreto che sempre i suoi avesson tal retaggio. Così fu re il buon Pipin a cheto di Francia e di tutto suo acquisto,
con gran valore e con stato quieto, settecencinquantuno anni di Cristo.
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