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1330–1400

CCCII

Franco Sacchetti

Come pensoso in su un prato standomi, e nelle bianche procession specchiandomi, compuosi e scrissi in grosso stil poetico, in picciol'ora, questo mio dir metrico,

così con tutti i sensi di concordia chiamo, Madre del ciel, misericordia, ché peccator son stato in ogni vizio, mai non pensando all'etternale ospizio,

seguendo ogni peccato volontario come uom d'inteligenza forte svario. Con questo giunto son presso al cubiculo di morte, ov'io, pensando ciò, formiculo,

come 'l dì passa e lo tempo abrevia, e del tornare speranza non m'alevia; e quand'io penso a li dì preteriti e' non mi pare che mai nessun ben meriti,

se picciol tempo io non faccia valido a satisfar de' mali quand'era calido. Adunque, alta Regina d'ogni grazia, socorrimi, ch'io sono in contumazia;

ed io ricorro a te, sì che adoveri che l'alma mia alquanto si ricoveri nella brieve stagion ch'io deggio vivere, e che mi vaglia alquanto questo scrivere

che io ho fatto col tuo aiutorio, nel qual de' Bianchi fedelmente storio; e per l'orazion c'ho fatta in genere, donami grazia, anzi ch'io torni in cenere!

Vergine sposa, fal per tua clemenzia, sì ch'io mi disponga a penitenzia, avocata per me al Padre e Filio, acciò che 'l cielo non m'abbia in essilio,

riconoscendo il mio Signore altissimo, e come stato son peccator pessimo, con confessione, contrizio e satisfazio, con pianto tale che mi torni in sollazio.

Aiutami ancora per quello ostacolo c'ho fatto tredici anni al tabernacolo, che passa di bellezza, s'io ben recolo, tutti gli altri che son dentro dal secolo.

Con grandissima fede ogni tua storia s'è fatta là per dimostrar la gloria, li miracoli tuoi disporre e pingere dintorno a te: chi vuol, ne puote atingere;

e nelli vetri ancora si dimostrano che tanto chiaro quel tuo loco adornano. Dietro a santa Anna fu pinto il misterio della passion, com'a tutti è plenerio,

e scritto quella orazion, visibile, che tra li Bianchi è così sensibile; e di là molti strani già preson copia, e forse alcun la ne portò in Iscozia.

Molti ad orare in quel loco concorrono e là con divozione la mente pognono. De' santi tuoi ancora i più notabili vi son dintorno, degni e venerabili;

e nella vòlta di sopra stellifera, atorniata, con stormenti e citera son pinti li tuo' angeli che suonano, e ne' pilastri ancora, che t'adorano.

Li due Giovanni e Giovacchino riseggono nella vòlta con Dio, come si veggono. Intorno a l'altra è l'angelico numero de' nove cori, come spesso anumero.

Dipinta se' là sù, Virgo santissima, con la tua madre Anna sì dignissima; e Magdalena, del tuo figlio appostola, con Caterina sposa vi s'acostola:

e tutto è fatto per la salutevole legge di grazia, tanto a noi valevole. Nella prima di quelle che secondano, màrtiri e sacerdoti intorno abondano;

nell'arco da traverso son pontefici, Piero ed altri, e son sei men che sedici. Moisès è nel cielo con le tavole e 'l re Davìd, che non compuose favole,

e Iosuè e Maccabeo, che furono sì valorosi, con lor si quadrorono in questa legge scritta sul suo titolo. Così nell'altra vòlta ragomitolo

datorno confessori, dottori e vergini, l'ordine seguitando nelle margini. Maria di Moisè tiene il salterio su nella vòlta, e non sanza misterio;

Iudith, Ester e Ruth l'acompagnano: per gran virtù quel loco si guadagnano. Le terze vòlte e prime, su lo introito, di legge di natura fia racolito:

là fia Adamo in una vòlta, pristino, ed Abraàm ed altri, s'io ben dìstino. Eva e Sara ed altre due isplendide in quella sesta vòlta fian ostendide.

Negli archi atorno l'ordine, mostrandolo, degli altri santi fia, seguitandolo. Ne' due archi maggiori, s'io ben concipio, serà d'Adam e d'Eva il lor principio,

le grate e l'accenditoio de' lùmini, perché 'l tuo loco più degno s'alumini. Diece di marmo trovai tuoi appostoli, e 'n gran bruttura stavano nascostoli;

li due in altra parte murati erano per due profeti, e scritte in man teneano: con gran fatica e pena pur riebbonsi, e tutti intorno a te di fuor muroronsi.

E questo tutto ho così disposito, perché ciascun che fia, sappia il composito; e altre cose assai, come discernere si può per ciaschedun che vuol ben cernere,

con ogni mio ingegno ed astuzia ho fatto fare, avendo in te fiduzia. Come di tutto tu se' stata orrigine, così mi leva da ogni caligine

ch'oscurata ha la mente e fatta torbida, sì che sia chiara e d'ogni vizio fòrbida; chiamando te mia guida, conducendomi al tuo Figliuolo, a cui in colpa rendomi,

quand'io mostrerò l'ultima lagrima del corpo, che si partirà da l'anima: la qual poss'esser col tuo santo nomine, dicendo sempre: - In manus tuas, Domine. -

Finito è 'l dir de' Bianchi e l'orazioni, però 'l Signore e la sua Madre priego che' mie' peccati al fine mi perdoni.

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