Il primo re di Persia, come scrive la storia, Astriage si trovoe, a cui le vision non furon schive; questi nel tempo che così regnoe,
avea Dario, ch'era suo nipote, e la sorella, la qual più amoe ed a lei come a figlia fece dote; onde, sognando, di costei gli apparve
ch'una vite nascea, e con tal note che tutta Asia venìa compigliando. Lo re volendo interpetro di questo, disposto fu che un figlio, regnando,
dovea aver costei, a lui molesto, che piglierebbe Asia e 'l regno perso. Onde Astriage, a ciò istando desto, per fuggir sì noioso a lui traverso,
diede costei per moglie a uom dapoco; onde ne nacque un figlio, per tal verso che Astriage, fuggendo il novo gioco, lo diede ad Arpàlo, suo barone,
che l'uccidesse in secreto loco. Costui, del re veggendo la nazione e come non avea alcuno erede, a un pastor racomandò il garzone,
ed al re disse che sanza merzede fatto l'avea morire; onde, cresciuto, Spartos gli puose nome, onde si crede in lingua persa "can" dir sia venuto.
Ed avendo di quindici anni etade, valloroso tra gli altri era veduto, sì che i garzoni di quelle contrade fecion lor re costui, che giudicava
con battiture i falli, e con bontade. Udendo il re, ch'ancora sospettava, sì cosa nova, Spartos fe' venire dinanzi a sé, là dove il domandava
qual caso lui movea a punire gli altri garzoni, e re sopra lor farsi. - Però - rispuose - che m'han fatto sire. - Parve al re in costui dimostrarsi
del parentado alcuna somiglianza, che fosse quel di cui avea a guardarsi. Mandato pel baron, che diè fidanza della sua morte, ogni cosa dispose;
sì che lo re ebba vera certanza, e al baron comandò che nascose tenesse l'opre, e questo garzon seco, e figliuol del pastor fosson le chiose.
Lo re, ch'avea ancor l'animo bieco contra 'l baron, un picciol figlioletto gli fece tòrre, e poi, con pensier cieco, al suo baron, che non avea sospetto,
glil diè mangiare con lui a la mensa. Mangiato ch'ebbe, contògli l'effetto, e segreto gli disse tale offensa, mostrandogli che quello fatto avea
perché non ubidì sua voglia stensa. Portò 'l dolore, e niun se n'accorgea, tanto che caso in pochi giorni venne che Astriage una grande oste crea
incontro a' suo' nimici, ove contenne che questo suo baron fe' capitano con pieno arbitrio. Ma mal gli n'avenne; però che Spartos col baron sovrano
n'andò mostrando valorose prove, sì che l'amor di tutti ebbe tostano. E 'l baron, che dal re l'ingiurie nove avea sentite, tanto fe' che l'oste
a far di Persia Spartos re si move. E fatto re con l'opre sì disposte, mutato gli fu nome, e poi s'appella re Cirro, che ne le latine coste
è detto "erede". E questa novella sentì Astriage, e mandò pel nipote Dario, a cu' poco ben volea in quella; fecel suo figlio, e con quel che far puote
andaron amendue a Cirro incontro, là dove Cirro contro a lor percuote. Sì come vincitor nel primo scontro, e di Persia e di Media fu re degno;
e ben che e' vincesse tal rincontro, come re grazioso e d'alto ingegno, fece Dario di Media re, suo zio; ad Astriage diè d'Ircania il regno.
Poco apresso aggiunse a tale avio ch'egli sconfisse il re di Lidia, Creso, e Babilonia prese, ove morio Baldassar, che regnava sì acceso,
sì che signore d'Asia fu in tutto. Poi fe' ch'ogni Giudeo, sanz'esser preso, potesse ritornare a far costrutto, sì che in Gerusalem di Dio il tempio
si rifacesse, il qual era distrutto. Qual fu fortuna o qual peccato empio che questi nella fine fu sconfitto da Tamerìs reina, e per più scempio
la testa gli tagliò in tal delitto, mettendola in uno otro pien di sangue, dicendo: - Béi, se sete t'ha traffitto -? A Cambise suo figlio il regno tangue,
che re di Bambillonia e di Ninìve era, infin che 'l padre a morte langue. Di questi due l'eredità fur prive, ché d'aver figli non ebbon appago,
secondo che alcuna istoria scrive. Dopo costui regnò Ermeide mago col fratel, per inganno, un anno forse; poi venne Dario a la reale imago,
figlio d'Itaspi, a cui Egitto torse, rubbellandosi a lui; ma 'l figliuol Xerse lo racquistò, che re drieto a lui corse. Poi resse Artabano, poi Artaxerse,
che sopranome ebbe Longiniano, con opere magnanime e diverse. Regnaron poi Xerse e Sodiano, ma pochi giorni; e poi Dario Moto,
nel cui tempo tutto il monte e 'l piano d'Egitto a rubellarsi fu commoto. Poi regnò Ansuero, e non poco, vivendo con valor, come fe' noto.
Seguì dietro costui Artaxerse Oco: tutto l'Egitto per lui racquistossi, regnando poi Arsanio nel suo loco. Morto costui, Dario incoronossi;
sconfitto da Allessandro fu più volte; da Besso e Narbazzon morto trovossi con opere di tradimenti involte: e ciaschedun di lor suo baron era!
Così finiron le potenze molte della persa real corona altèra e 'n Allessandro la signoria venne, che tutto il mondo ebbe a sua manera;
ed elli anco, quanto poté, il tenne.
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