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1401–1479

XXXII

Francesco d'Altobianco Alberti

Io non so s'io mi sogno o pur son desto, tante e sì varie cose apparir veggio, ch'io temo il mal, ma dubito di peggio, ch'ognun s'asetta e lascia andare il resto.

E chi sa giucolar me' del capresto colui più corre e ha miglior riseggio, e tanto andrà così, s'io non motteggio, che quel ch'è in dubbio un dì fia manifesto.

L'etcetere son fatte pei notai e 'l senno dopo al mal cresce tristizia, ma ravedersi è me' tardi che mai. Aprite gli occhi, e bisogna a dovizia,

ché trappole e lacciuol son tesi assai per torvi via da riposo e letizia. Purghisi la malizia del forte tempo e con gli animi uniti,

o carestia ci fia di buon partiti.

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