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1401–1479

XXXI

Francesco d'Altobianco Alberti

Io so ch'io non so più ch'altri comprenda, e non son più, chi' 'l so, quel che prima era; e so che nulla sa chi troppo avvera di saper tutto e ch'ogni cosa intenda.

E so che chi non vuol ch'altri il reprenda è aprovata bestia soda e intera, e so chi troppo in questo mondo spera capita male alfin, se non si amenda.

E so che divario è dal detto al fatto, e come in altri facil si consiglia quel che in sé poi non se ne osserva tratto. E so con quanta industria uon s'asottiglia

per far dell'altrui suo sanza contratto, e come insomma il mondo si scompiglia. So tener groppa e briglia, uscir fra gli altri, e so far del restio,

ma non so tanto far che torni il mio.

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