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1401–1479

XLV

Francesco d'Altobianco Alberti

Mentre io penso a me stesso e quel ch'io sono, donde venni, ov'io vada o come i' stia, sento alterarmi e smarrir sì tra via, ch'io metto quasi il testo in abandono.

Poi mi raveggo e più saldo ragiono: se 'l seguir van disio m'inganna e isvia, necessario è che 'l suo contrario sia la mia salute e del fallir perdono.

Adunche sollevianci a miglior vita, ché nocivo è 'l tardar mentre opra giova, né tôr si può quel che dato è di sopra. Chi vince sé non può far miglior pruova,

e la somma clemenza, ch'è infinita, retribuisce alfin secondo l'opra.

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XLV · Francesco d'Altobianco Alberti · Poetry Cove