Skip to content
1401–1479

LXXVII

Francesco d'Altobianco Alberti

Se fusse pien, com'era, el mio stoviglio d'altro che scarse e d'escoli monete ben che non sazia, iscemerà la sete, destra per ogni parte al dar di piglio.

Né curerei d'accidente o periglio per far le voglie mie contente e liete, e sapre' le acozzar tante e segrete subitamente al balenar d'un ciglio.

Ecci che qualche volta contentarsi in questo mondo, o viver per ripieno, sanza avere a pigliar partiti iscarsi. Quant'io, m'accordo attenersi al terreno

grasso e ben cultivato a fertil farsi e trarne frutto insin che non vien meno. Perché com'un baleno n'andiàn verso Volterra e Malconvento;

è quel che più ne va peggio contento.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXVII · Francesco d'Altobianco Alberti · Poetry Cove