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1401–1479

LXXV

Francesco d'Altobianco Alberti

Noi siam condotti omai fra due estremi: l'un non si può, l'altro non si comporta; regnano i vizi e la virtù c'è morta, invidia e avarizia i più supremi.

L'aperte borse e' danar pochi e scemi ridotti in razza di pessima sorta, secondo che pe' saggi si rapporta, produrran frutti di cattivi semi.

Né v'accorgete ancor per tante prove della confusion, ch'ognor v'acresce disgrazia e danno qui e infamia altrove. E s'al contrario ogni cosa rïesce

meritamente, i ciel, Saturno e Giove dimostran sì ch'a lor ne pesa e incresce. Chi malvolentieri esce di contumace e quella non accusa

al conosciuto mal non vale scusa.

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