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1401–1479

LXXIV

Francesco d'Altobianco Alberti

Le strane voglie e imprese di parecchi e lor fallaci vie, cupe e segrete, col poco senno e l'insaziabil sete ci faranno anche un dì sudar gli orecchi.

Contrari, iscarsi e deboli aparecchi, or ch'a l'ultime poste giunti sète, scoppieran fuori el mal che dentro avete, che s'ha a purgar co' venenosi istecchi.

Né vi fidate in rivolture o ingegno, stato, riputazion, forza o ricchezza, ch'è rotto il capo e guasto ogni disegno. Giusto è che chi del mal non si divezza

punito sia, e che 'l diviso regno sia disolato e rovini in bassezza. Chi nulla teme o aprezza troppo si stima, e 'l vaneggiar fia corto,

ché 'l giudizio di Dio non è ancor morto.

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