Skip to content
1401–1479

CXXVI

Francesco d'Altobianco Alberti

Quanto più mi rivolgo per la mente gli afanni in ch'io mi truovo, e non so come, penso come non sien macere e dome le membra e l'ossa e le due luci spente.

Io so ben sì come il mio cor si sente carico di noiose ed aspre some, varie di qualità, non pur di nome, e l'una più che l'altra a me cocente.

Che giova a dir che poco o nulla curo né parentela o patria abandonata, né d'esser servo altrui, ben che sia duro? Né stima faccio di Fortuna irata,

né del viver mio poco e men sicuro, ma sol mi duol madonna aver lasciata.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CXXVI · Francesco d'Altobianco Alberti · Poetry Cove