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1401–1479

CVI

Francesco d'Altobianco Alberti

Per me' solcar dov'è più cupo il fondo e spelagar di ria procella in porto, sicuro al mio nocchiere fido e accorto ricorro, e' dubbi miei non li nascondo

Perché chi più si fida al cieco mondo più si può dir quaggiù fra i vivi morto, dove chi mal ci arriva ha sempre il torto; chi ben, quel fuggitivo e vagabondo.

Onde il poema sacro, alto e sottile, non confidando di mio basso ingegno, dedicalo al tuo sommo, atto e gentile, perché l'aiuto tuo famoso e degno

rinnuovi l'ale al mio cangiato istile, sicché d'ogni altro poi trapassi il segno.

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