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1510–1574

XXI

Francesco Bolognetti

S'io mai tornassi a dir per aventura che sempre stando a cose gravi intento Platone essercitò la mercatura, Signor Casal, per Dio, siate contento

di non rider così come rideste dui anni son, se ben me lo ramento, perché voi martedì, quando diceste che variava il sol dal corso usato,

né rider, né ghignar pur mi vedeste. Nondimen quel ch'io dissi ho ritrovato scritto in più lochi, ma quel che voi dite esser non può, non che giamai sia stato.

E la ragion ch'allegar voglio udite, anchor ch'espressa con rozze parole, che ben giudice havrà la nostra lite. Ritrovo appresso de i gentili il sole

l'ordine suo non haver mai fallito fuor che tre volte in sì gran tempo sole. L'una alhor fu, che il buon Giove invaghito d'Alcumena, e disposto di volere

satiar per un tratto il suo appetito, al sol fe' comandar ch'entro a piacere posasse per tre dì, né mai dovesse dar luce uscendo a le celesti sphere,

ma che la notte in sua vece scorresse con l'ali brune, acciò che l'orizonte per tutto oscuro in tanto rimanesse. L'altra poi, quando mal resse Phetonte

il carro, onde percosso in Po cadeo, più d'un fiume havend'arso e più d'un monte. Di Thieste la terza e fu d'Atreo nel tempo, alhor che indietro immantinente

tornò per non veder caso sì reo. Ma queste di poeti e simil gente, son fittioni, anchor che allegoria sotto vi può trovar chi vi pon mente,

né questa volta l'intention mia fia di mostrar che tante fittioni modi son da insegnar philosophia. Sol cerco di provar con più ragioni

che il sol non rompe l'ordine suo mai, sempre usando egualmente e freno e sproni. Ma pur due volte il sol coi chiari rai ruppe l'ordine suo: la prima forse

per dare a i Cannanei gli ultimi guai, alhor che preghi a Dio sì giusti porse il successor di quel cui del mar l'acque fecero strada, e il suo popol soccorse;

l'altra poi quando a morte Ezechia giacque, che d'accrescergli vita al Re superno, perché giusto il vedea, tre lustri piacque. Ma tanto e tal mistero io non discerno:

basta che fur miracoli, e di questo la cagion sai Tu sol, gran Padre eterno. Da queste volte in fuori è manifesto ch'ei servò sempre il termine prefisso

senza mai gir più tardi o gir più presto. E quando il vero Iddio fu crucifisso per far capaci noi de l'alto regno e liberarne dal profondo abisso,

se ben per non mirar quel fatto indegno la faccia si coprì d'oscuro velo, non per questo passò d'un giota il segno. Non è moto del sole, anzi del cielo,

quel che da l'Indo al mar d'Hesperia il porta, sia lungo o corto il dì, sia caldo o gielo; ma il suo proprio camino è per via torta, piena di varie genti e d'animali,

cui fa l'Aurora sua per tutto scorta. Troppo lungo saria dir quanti e quali sian questi, che a veder sol fan terrore con venenose code e corna e strali.

Tra quei sen va sicuro a tutte l'hore, ma giunto al Cancro e poscia al Capricorno, ritorna per non far passando errore. Per questo hor lungo habbiamo, hor corto il giorno

come anchor gli altri, eccetto quei che fanno là sotto a l'Equator sempre soggiorno. E queste cose sì com'hora stanno stêro anchor sempre, onde secondo il corso

del sole accommodar gli antichi l'anno. E se d'alhora in qua par che sia scorso, da l'anno, e non dal sol, nasce il difetto, ch'error non può nel sole esser'occorso.

Se fosse a l'anno di servir constretto il sol, come al contrario in tutto avviene, sarebbe troppo il sol vile e imperfetto, ma non si può conciar l'anno sì bene,

né terminar può in hore, né in minuti, onde per forza variar conviene. Quella giunta d'un dì par che l'aiuti, come l'aiuta, ogni quart'anno in vero,

ma non però mai son del par venuti. Dunque il sol mai non varia, o Cavaliero, benché talhor paia il contrario a noi, perch'ei non esce mai del suo sentiero.

Ma se vi par sì variar da poi che acconcio è l'anno, se com'era in prima si ritrovasse, or che direste voi? Altro instromento che scalpello e lima

fa di bisogno per giustar le rote ch'egual sia l'anno al sol per ogni clima. Ma tal soggetto esprimere non puote così a minuto la mia lingua, e tanto

più ch'io non ho ben le materie note. Però molte ragioni hora da canto lasciando, sol dirò che quando Numa vestito in Roma fu di regal manto

veduto havreste alhor venir la bruma hor di sestile, hor di novembre, e il maggio dormirsi hor nudo e hor carco di piuma. Onde per far che l'anno egual col raggio

gisse del sol, quel Re giunse duo mesi ai diece, né però ben tolse il saggio. Trovo poi che in diversi altri paesi vario termine a l'anno era prescritto,

com'eran varii e le misure e i pesi. Tre mesi era in Arcadia, era in Egitto quattro, e sei poscia a gli Acarnani appresso, e di tredeci anchor si trova scritto.

Or sì ch'avreste in questi lochi espresso del tempo il variar con gli occhi visto, cosa che a pena si comprende adesso. Del che poi che si fu Cesare avvisto,

si dispose di mettervi la mano, alhor che fatto hebbe del mondo acquisto. E volendo far questo, il gran romano non tirò indietro il sol, non spinse innanzi,

c'havria gettata la fatica in vano, non lo fe' gir più presto o più tardo, anzi l'anno corresse, onde l'error nascea, cagion c'hor l'un nel corso hor l'altro avanzi.

Ma perché in una volta non potea sì ben formarlo che quadrasse a punto, per emendar l'error ch'antivedea constituì ch'ogni quattr'anni aggiunto

vi fosse un dì; né par ch'anco si senta che possan terminare ambo in un punto, ma di tanto maggior l'anno diventa che il sol d'un giorno col suo corso avanza

ogni cento venti anni o cento trenta. Che non sia vario il sol dunque ho speranza che mi crediate, visto che da lui sempre osservata fu l'antica usanza.

Ben son tre cose che fan spesso altrui prender' error, col girsi imaginando che il sol vacilli, e vacillamo nui. Cesare alhor provide a l'una, quando

il bissesto ordinò, perché in quattr'anni sei hore un giorno intero van formando. L'altra avvien per che par che si condanni l'opinion che sian quest'hore tante,

benché di poco l'inventor s'inganni. Pur quel poco indugiar fa che più avante gir devria l'anno, ma non da quel ch'era rimane il sol men fermo e men constante.

Queste son due, la terza in tal maniera va lenta, che in mill'anni a gran fatica si può comprender ne l'ottava sphera. L'intercalar quei mesi, che l'antica

gente facea, poi che il costume è tolto, non fa bisogno ch'altramente io dica. Quel variar, secondo anchor che molto danno non faccia, pur l'anno si vede

troppo ristretto, e vorria gir più sciolto. Ciò di far Leon Decimo già diede speranza alhor, che in sì fiorita corte ritrovò sempre la virtù mercede,

ma dissegno sì bel ruppe la morte.

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