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1510–1574

XVIII

Francesco Bolognetti

Se chiede alcun, mentre con rozzo metro scegliendo vo le illustri e gloriose donne, perc'ho l'hebree lasciate indietro, rispondo come un saggio anchor rispose,

che star non denno insieme, e che diverse le sacre son da le profane cose. Onde a l'hebree le rime hora converse, quelle e molt'altre da colui nomate,

che per dar vita a noi morte sofferse, saran (già non ardisco a dir lodate, ch'accrescer non può lor mia lingua lode) ma con semplicità da me narrate.

Rider veggio la prima, che mentr'ode la sua fecondità, si maraviglia, l'altra parve che al figlio usasse frode ma troppo, e si presume e si assottiglia

chi pensa sovra il Ciel scorger l'immenso lume, per affissar gli occhi e le ciglia. Di Dio l'eterna providentia penso che la inspirasse a ciò, ma sì lontano

giugner non puote il debil nostro senso. L'altra è colei, per cui sett'anni in vano servì di questa il figlio, ond'altri sette servir per lei convenne al rio Labano.

L'altra poscia, che vien, par che si affrette per liberar d'un sol con l'empia testa tutte le genti dal gran Padre elette. Sotto i monili, e sotto l'aurea vesta

celava, e sotto varii altri ornamenti un cor devoto, una pia mente honesta. Veggio un'altra salvar co' suoi prudenti consigli tutto il gran Giudaico seme,

e rimaner gli empi aversarii spenti. Oh quante volte, oh quante, ne le estreme necessità trova il rimedio vero colui che solo in Dio pone ogni speme!

Già decreto e conchiuso havea Assuero, che per tutto gli hebrei fossero morti ne le provincie del suo grande impero. Ma il sommo eterno Padre, havendo scorti

dei giusti i preghi, fe' sopra l'autore cader la pena di sì espressi torti. L'altra è colei, che salvo dal furore del gran Davidde il suo marito rese,

coi preghi, con l'industria e col valore. Talché de l'amor suo quel tanto accese, che in breve di Naballe il fato accorso, sopra il throno regal felice ascese.

Vien poi colei, che die' sempre soccorso col buon consiglio interno a la ragione, e il senso raffrenò con duro morso. Tal che spinta da retta intentione

per la virtù lasciò l'aula sua propia venendo in sì lontana regione. Lasciò l'ampio suo regno, e tanta copia d'oro e di gemme, in gran periglio, e giunte

a Salomon da l'ultima Ethiopia. Ma che direm di quella in cui congiunse Dio tutte le virtù, tutti gli honori, né desir vano il cor giamai le punse?

Tal che emendar volendo i nostri errori l'eterno Padre, e dal perpetuo essiglio trarci a goder con lui vero thesori. Rinchiuse nel suo ventre il proprio figlio,

quella virginità lasciando intera, così spuntò del rio Sathan l'artiglio. Onde quel Re, cui di capir non spera la terra tutta, in lei si vide chiuso:

o somma providentia, o bontà vera! Ma se tronco il costei lodar, mi escuso, che son tropp'alti e gran misteri questi, e d'ignorantia sol me stesso accuso.

E pur tu Re del Ciel già manifesti di sì gran tempo innanzi i bei secreti per tante e varie donne al mondo festi. Sol per mostrar, Signor, che tu non vieti

l'esser previsto anchor da questo sesso, le Sibille inspirasti oltra i propheti. Seguon poi tante virginelle appresso, a cui da Christo il lume de la fede

fu con tal forza dentro a l'alma impresso, che la Chiesa catolica si vede fondata e ferma sopra il sangue loro, e per lor tiensi e terrà sempre in piede.

Talché a le donne il triomphale alloro di fede e d'honestà dar si conviene, per cui si allegra il sommo eterno choro. Ma se di quante in mente mi sovviene

dir potessi, direi quante anchor sono stelle in ciel, fronde in selva e in mare arene. Però di lor più oltra io non ragiono, che il pensier per la copia si confonde,

e del mio non poter cheggio perdono. Ma poi che al gran desio non corrisponde la lena in ciò trovarne a questa etade mille potrei d'alte virtù profonde.

Di tante donne adorne d'honestade sovviemmi, e di prudentia e di dottrina, e cui par non fu mai d'alta beltade. Quante ne son per tutto ove camina

sì rapido e superbo il Re de' fiumi, per dar largo tributo a la marina. Quante col lampeggiar dei chiari lumi d'oscuro illustre homai fan questo Rheno,

d'alte maniere adorne e di costumi. Ma si ritrova il mio pensier non meno che pria confuso, se di queste anchora penso narrar le vere lodi a pieno.

Perché di tante mi sovviene ogni hora vera gloria d'Italia, alto restauro, onde ogni gente barbara l'honora. Veggio il Tebro inchinarsi hoggi al Metauro

per una palma a lui già nata in riva, nobil via più che il sempre verde lauro. E tal da i suoi bei rami odor deriva, che al secol nostro gloria ne risulta

già tanto in alto ogni hor crescendo arriva. E s'ella fosse come il lauro culto, per vaghi fiori e per soavi frutti non fora in qual si voglia clima occulta.

Ma perché anchor non vo con gli occhi asciutti per una, che lasciò dianzi morendo l'Europa tutta in dolorosi lutti, e perché il danno universal comprendo

e ch'è in proverbio: “dove il dente dole la lingua va”, cantar lei sola intendo. Costei là nacque, ov'ha men forza il sole che ne l'Hesperia assai non lunge a Thide,

dove il suo nome anchor s'adora e cole. E fu verso d'ogniun tanto gentile, che donna non parea di sì gran regno, poi nei bisogni intrepida e virile.

Fu di gravi costumi e d'alto ingegno adorna in guisa e di maniere sante, che non la vinse mai colera o sdegno. Fu liberal, magnanima e constante,

discreta, accorta, pia, casta e prudente di cor benigna e di regal sembiante da la Chiesa ogni scropul diligente rose con dolce, e con temprata lima,

d'ogni colpa e fallir sempre innocente. E quando ascese de la rota in cima né lieta di soverchio apparve in volto come ne mostra in quel stato di prima.

A la quiete universal rivolto sempr'hebbe il core e sempre pose cura, che ad altri l'haver mai non fosse tolto. Fu nel servar la fè candida e pura,

e la bilancia havendo, e in man la spada partiva il tutto con egual misura. Talché il suo nome per ogni contrada spiegò veloce gli honorati vanni,

né dubbio si ha che mai per tempo cada. Galli, Iberi, Germani, oltra i Britanni sudditi suoi, con gli altri d'ogni'ntorno senton privi di lei gravosi affanni,

poi che per farne il Paradiso adorno Dio ruppe di sua mano il fragil velo, e noi lasciando con perpetuo scorno l'alma portò visibilmente al Cielo.

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