Io vi mostrai di sopra che a le donne fu concesso d'haver per legge in Roma di porpora e d'argento e d'or le gonne, che di più ricche gemme una gran soma
portasser, pur che nol vietasse il peso, ornandosene e collo e seno e chioma; perché col mezo lor visto difeso il Campidoglio, e satisfatto al voto,
da i padri fu questo partito preso. Da l'una parte essendo aperto e noto quant'obligo a le donne havea il Senato, da l'altra havendo alhor l'erario voto,
per debito e mercé fu ciò lor dato e fu con leggi stabilito in guisa che a quelle esser non può giamai levato. Solo una volta poi trovo recisa
tal legge, alhor che il perfido Aphricano rivolte a Roma in pianto havea le risa, tinto per tutto havendo il monte e il piano a Canne, a Trebbia, al Trasimeno lago,
con sì gran strage del sangue romano, e che di Capua il popol mal presago del sì grave lor danno, e di Tarento, troppo di novità mostrossi vago.
Oppio gli ornati (al gran periglio intento) restrinse, e dier tutte il consenso loro le donne, visto il general spavento. La nuova legge sol mez'oncia d'oro
né vesta di color vario permette, non che più ricco o più sottil lavoro, né dentro a Roma usar cocchi o carrette posson le donne, e men d'intorno un miglio;
ma poco in uso poi tal legge stette, perché, cessato essendo il gran periglio, di ritornarle in libertà propose Valerio, e fu lodato il suo consiglio,
mal grado di Caton, che se gli oppose con dir facondo, ma il tribuno ardito di parte in parte al console rispose. Sopra di ciò non fu poi stabilito
con leggi altro giamai, né con decreti, con Senato consulto, o plebiscito; né trovo editto di pretor che'l vieti, né mai questo avvertir Numa o Quirino,
che fur sì vigilanti e sì discreti, né gli altri quattro Re, che a buon camino sempre andaro, né quel che fu constretto Roma lasciar per colpa, o per destino.
Ho ben di Crasso e di Pompeo già letto ch'essendo ambe duo consoli tentaro che il lusso fosse a gli huomini ristretto. Ma le donne in silentio alhor passaro,
sì perché dal Senato per mercede sole tal privilegio riportaro, sì perché (a dir la verità) si vede ch'altro che ornarsi e che abbellirsi a noi,
ma per natura a lor ben si richiede. Benché nulla di ciò si fece poi, mercé d'Hortensio, che impedia l'impresa per occultar forse i difetti suoi.
Cesare poi, c'havea la mente intesa al bene, a la quiete universale, con l'emulo già vinta ogni contesa, fe' molte leggi, ma di cosa tale
non toccò punto, ben si estese sopra i cibi, al mondo sol cagion di male. Sì necessaria in questo essendo l'opra, la fe' lasciando ch'ogni donna il crine
d'oro e di perle a suo piacer si copra. Può star ch'ove son rose anchor sian spine, ma sempre in ogni nostro oprar si deve guardar qual sia l'intentione e il fine.
Rende il soverchio cibo il viver breve, fa tante infirmità, sì gravi danni, oltra che offesa anchor Dio ne riceve; giunge a Cupido forza, e tronca i vanni
ai bei discorsi, a tal che senza rosa qui sol spine, sol doglie e solo affanni. Cesare de gli ornati alcuna cosa non toccò dunque, e meno il figlio Augusto
in quella universal pace famosa. Le pompe non sentì già con buon gusto Tiberio, ma privar de le acquistate ragion le donne non gli parve giusto.
Impossibili anchor fur giudicate sì fatte leggi da poter servarse, però fur nel possesso lor lasciate. Ma quel sì crudo infernal mostro, ch'arse
Roma in gran parte, e cui rabbiosa sete spinse, onde il sangue di sua matre sparse, non già per apportar posa o quiete, ma sol per far de l'altrui ben rapina,
e che incappasse ogniun ne la sua rete, in quella gran città, capo e regina del mondo, fe' con leggi men c'honeste ch'ogni donna o romana o pellegrina
di qual si voglia grado portar veste non potesse di bisso o d'ostro tinte, né che d'argento o d'or fosser conteste. Ma le sue leggi, d'ogni'ntorno cinte
d'hami e di lacci, e d'human sangue scritte, seco restaro in breve tempo estinte. Poscia i duo primi Flavii, che per dritte strade sempre sen giro, e che prudenti
le cose ristoraro egre et afflitte, sendo al publico ben dì e notte intenti, mai non si preser de le pompe cura, tanto accorti nel resto, e diligenti;
e men Nerva e Traian, sì per natura e per elettion pien di bontade, che da la sua l'altrui sol si misura. Né trovo c'Hadrian di libertade
mai le donne privasse, e colui meno, che il bel nome acquistò per gran pietade. Ma che direm di quel sì dotto e pieno d'alte virtù, ch'ogni più chiaro imbruna,
né lingua humana può lodarlo a pieno che mai non fe' contra gli ornati alcuna legge, ma confirmò tacitamente l'uso, per cosa al publico opportuna
essendo in guerra stato arditamente sì lungo tempo, che restò canuto, contra i Germani ardita e fera gente. Per non crescer gravezza, o più tributo
a le provincie del romano Impero già sendo il suo thesoro a fin venuto, l'ornato imperiale hebbe in pensiero di vender tutto, et essequillo tosto,
che impedir nol poteo morto già Vero. Panni e broccati e drappi di gran costo d'argento, e d'or divisi, over congiunti, fatti e in Phrigia e in Egitto e più discosto,
con fregi e con ricami e con trapunti a viti, a groppi, a foglie, a vasi, a fiori, con bei compassi, e con leggiadri punti, coltre distinte a varii e bei lavori,
di porpora e d'argento e d'or tessute con rami, e con augei di più colori vaghe veste, e di prezzo, che venute di Persia, e di Damasco e d'Ethiopia,
gran tempo in gran custodia fur tenute, di cui Marco trovò sì larga copia che satisfecer senza altrui gravezza del noto erario a la palese inopia.
Ma chi l'inestimabile ricchezza diria di tante, e ben formate perle cosa che sì da voi donne s'apprezza, di tal peso, e candor, c'hoggi a vederle
sol, vi potreste riputar felici? Che poi dunque saria potendo haverle? Queste con sommo studio da pendici varie, in gran tempo fur quivi raccolte
d'Indi, Scithi, Erithrei, Thraci e Phenici. Chi potrebb'anco annoverar le molte anzi infinite gemme da diverse parti del mondo poste ivi in più volte?
Ciò che uniro Astiage e Creso e Xerse con gli altri antichi Regi, e monarchie Mede, Assirie, Egittie e Lide e Perse, Roma tutto acquistò ma non son mie
parti a narrar de i pretiosi ornati le bellezze, i lavor, le leggiadrie. Basta ch'essendo per l'adietro stati d'Augusti, poi si convertiro in uso
di donne, e d'altri cittadin privati. Fin qui parmi a bastanza haver conchiuso che torto fassi a questo illustre sesso hor vuo' mostrar, che giustamente accuso
la legge, a noi cagion di danno espresso.
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