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1510–1574

I

Francesco Bolognetti

Paolo Pastor de l'human gregge, in terra verace Dio, mentre con giusto impero l'huom scioglie e lega et apre il Cielo e serra, scelse duo grandi heroi, perché dal vero

riconosciuto il falso, in fuggir questo e quel seguir, mostrassero il sentiero. Quei dunque inchino, e fuori manifesto scopro in parte il piacer, che dentro a l'alma

serbo rinchiuso, e che a cantar m' ha desto. Iddio qua giù sotto corporea salma mandò il figliuol, che sopra il Monte in Croce riportò di Sathan triompho e palma.

Questo la Fama con celeste voce dal tepid'Austro al freddo Borea sparse, da i liti Eoi fin dove il Tago ha foce, tal che ciascun d'amor dentro al cor' arse

per l'immensa bontà del Padre eterno. Quinci l'antico error da noi disparse, quinci a noi chiuso fu il tartareo inferno e il Ciel subito aperto, e quinci intenti

gli huomini a Christo hebber la morte a scherno. Ma il gran nemico de l'humane genti di Pietro assalse poi la navicella, con rie tempeste e con rabbiosi venti.

Tal che agitata e in questa parte e in quella restò ne l'onde d'heresia più volte quasi sommersa per crudel procella. Ecco Arrio, ecco Pelagio, ecco le stolte

turbe e malvagie de gli erranti c'hanno le vele a stran camin sempre rivolte. Perché da l'Infernale empio tiranno fatti eran ciechi, e Dio scorgean col senso,

come le cose naturai si fanno. Né si accorgean che di quel raro immenso divin lume eran privi e che a la fede non havean l'occhio de lo spirto intenso.

Ma il vero Iddio, ch'ove il bisogna vede non mancò mai d'aiuto a la sua Chiesa, e che la tenne e terrà sempre in piede, mandò una schiera eletta in sua difesa

d'antichi Padri santi, che la mente havean di spirto e di fervore accesa, da cui furo le fiamme in tutto spente de le false dottrine e l'heresie

che il vero ascoso al mondo havean sovente. Ma Sathan, che mill'arti e mille vie ritrova ogni hor, sì come Dio permette, per ingannar le giuste menti e pie,

mandò Luthero e l'altre inique sette seguaci suoi, che di Christo han la sposa traffitta con pungenti aspre saette, benché sicura homai quella si posa

sotto il vessillo d'un Monarca santo per cui spera tornar lieta e gioiosa. Questi è quel Paulo c'ha le chiavi e il manto di Pietro e che tra gli altri suoi maggiori

porta di giusto e di prudente il vanto, e che per trar del mondo i gravi errori di cui Luthero fu cagione e seme, che l'Aspe nascondea tra l'herba e i fiori,

questi due grandi heroi scelse, che insieme d'ogni vera virtù son vivo fonte e del timido gregge intera speme. L'un da la Croce il nome hebbe e dal Monte

l'altro, sopra cui Dio la fede nostra fondò per scancellar l'offese e l'onte. O fida e rara coppia, in cui si mostra quel che seguir debbiam quel che fuggire

sol con l'essempio de la vita vostra. Come alhor c'hebbe morte il figlio, l'ire contra di noi fur del gran Padre estinte, e che il mostro Infernal perdeo l'ardire,

così fian l'alme in mille nodi avvinte per voi libere e sciolte e poste in bando religioni false e bontà finte: e il mostro Boreal che lusingando

l'huom, più che al ben sempre inclinato al male, seco a l'Inferno credea trarlo errando, da voi percosso con celeste strale fia polve et ombra in breve, e la dottrina

che voi spargete eterna et immortale. Se a contrastar si havrà con la divina scrittura antica e col Vangelo in mano, parmi aperta veder la lor ruina,

o se con l'armi anchor fia in tutto vano ogni lor forza, e quante frode e inganni può caper mente od intelletto humano. Che di Marcello havranno, e di Giovanni

l'intoppo, i quai vittoriosi al Cielo spiegaran poi de la lor gloria i vanni. Tra gli eletti scrittor de l'evangelo Giovanni è primo, e con terrestre soma

stassi anchor dove non è caldo o gielo; l'altro fu il primo che die' speme a Roma di potere ammorzar di Libia il foco, ch'arsa in gran parte havea l'Italia e doma.

Deh, Clio dentro al mio petto infondi un poco del tuo fervor, rendi polito e chiaro lo stil ch'è rozzo al gran soggetto e roco, perch'io non sia nel render gratie avaro

a questi heroi cui debbiam tanto anchora che alzar nol possa del gran merto al paro. Coppia fedel voi d'ogni'ntorno honora non pur devoto il nostro Rhen ma quanti

son da l'Hesperia a la nascente Aurora. Se preghi humani a romper son bastanti il duro Fato, o se il divin Monarca volse mai gli occhi de' mortali a i pianti,

preghiam Lachesi e Cloto e l'altra Parca, figlie del gran Chaos, come ne invita di speme e di desio l'anima carca, che l'usata impietà da lor sbandita

non tronchin mai lo stame d'or, che serba l'uno e l'altro di voi felice in vita. Ma che la Morte a gli altri empia e superba a voi sia humile e pia, sempre a voi spiri

Zephiro e chiaro il Sol, fiorita l'herba veggendo, adempia il Ciel d'ambo i desiri.

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