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1497–1535

XXXVI

Francesco Berni

Quant'io vo più pensando alla pazzia, messer Marco magnifico, che voi avete fatto e fate tuttavia, d'esservi prima imbarcato e da poi

para pur via, sappiate che mi viene compassion di voi stesso e di noi, che dovevamo con cento catene ligarvi stretto; ma noi siamo stati

troppo da poco e voi troppo da bene. Quel monsignor da gli stival tirati poteva pure star dui giorni ancora, poi che dui mesi ce aveva uccellati

con dire: “Io voglio andar; io andrò ora”, ché pur veniva da monsignor mio la risposta, la qual è venuta ora; e dice ch'è contento e loda Iddio

venga con voi e stia e vada e torni e facci tanto quanto v'è in disio, pur che la stanza non passi otto giorni. Ma Dio sa poi quel che sarebbe stato:

al pan si guarda inanzi che s'inforni, poi non importa quand'egli è infornato. Or basta; io son qui solo come un cane e non magno più ostreghe né fiato;

e per disperazion vo via domane, in loco ov'io v'aspetto e vi scongiuro che siate almen qui fra tre settimane, perch'i' altrimenti non sarei sicuro;

ciò è avrei da far... voi m'intendete, che sapete il preterito e 'l futuro. Diranno: “Noi vogliam che tu sia prete”; “Noi vogliam che tu facci e che tu dica”:

io starò fresco se voi non ci sète. Senza che più ve lo scriva o ridica, venite via: che volete voi fare, fra cotesti orti di malva e d'ortica,

che son pei morti cosa singulare, come dice el sonetto di Rosazzo? Io vo' morir se ci potrete stare. E per mia fe', ch'è pur un bel solazzo

l'avere scelta questa vostra gita! È stato quasi un capriccio di pazzo. Per certo egli era pur un'altra vita Santa Maria di Grazie e quelle torte,

delle quali io mi lecco ancor le dita; quelle, vo' dir, che 'n così varia sorte ci apparecchiava messer Pagol Serra; che mi vien ora el sudor della morte,

a dir ch'io m'ho a partir di questa terra et andarmi a ficcar in un paese dove si sta con simil cose in guerra; di quella graziosa, alma, cortese,

che vive come vivono i cristiani, parlo della brigata genovese, Salvaghi, Arcani e Marini e Goani, che Dio dia a' lor cambi e lor faccende

la sua benedizion ad ambe mani. Era ben da propor, da chi s'intende di compagnie e di trebbî, a coteste generazion salvatiche et orrende,

che paion sustituti della peste. Or io non voglio andar moltiplicando in ciance che vi son forte moleste, e 'n sul primo proposito tornando,

dico così, che voi torniate presto. A vostra signoria mi raccomando e mi riserbo a bocca a dire il resto.

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